Ricordi universitari Leggo in questi giorni di gente che si deve immatricolare, di chi i corsi li ha già iniziati e di chi invece i libri li ha già comprati ed io penso al mio primissimo giorno d'università. Mi trovavo da sola in una città sconosciuta, con un idioma ignoto, in una casa non mia con altre persone anch'esse sconosciute ma soprattutto ero una matricola. Io fui una delle poche persone fra i miei compagni delle superiori a decidere di proseguire con gli studi e sopra... continua
Nuovo post su "I beati Zebbedei" di Sir Percy Gandoll... leggilo da qui... continua
[16/05/2008]
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Statistiche barbonesche
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Che è da un bel po' che non vi racconto più niente di lei. L'altro giorno faccio per passare dalla cucina per andarmi a prendere una Red Bull nello stenditoio e la vedò lì seduta sul divano con il quaderno ad anelli in una mano ed il dizionario di russo nell'altra. Nel tornare mi sorge spontanea farle una domanda:
- Ma perché studi in cucina? Semplice curiosità la mia. (In verità la mia domanda voleva essere "Ma perché non ti levi dalle palle?" ma vabbè) - Perché la camera è un luogo troppo chiuso e non riesco a studiare bene. (Ah perché invece la cucina è un luogo aperto? Non mi risulta. Per quanto ogni tanto il soffitto vacilli non è ancora crollato.)
Me ne sono andata subito dopo la sua risposta senza commentare ulteriormente anche se a mio avviso nella classificazione delle forme di vita lei sta addirittura sotto il Regno dei Procarioti anche se è più dannosa di un virus. Secondo Wikipedia i virus sono entità biologiche parassite. Ottimo, questa definizione le calza proprio a pennello. PA - RAS - SI - TA.
Ieri poi mentre io lavavo i piatti ha deliziato me ed il mio coinquilino con la differenza fra Telenovelas e Soap opera. Secondo me l'unica differenza che c'è fra le due è che la prima è Sud Americana mentre la seconda è un po' di tutto il mondo. Ed invece no signori, c'è ben altro che li contraddistingue! Le Telenovelas quando vengono scritte hanno già una fine ben definita mentre le Soap Opera si sa quando iniziano ma non quando finiscono. Come la metti e metti le persone che lavorano nelle Soap sono dei cani. Anzi no, i cani recitano meglio di loro.
In questo momento Cerebrolesa non è a casa, credo sia andata a lezione però ha lasciato le sue fotocopie scritte in russo ed il suo quaderno in bella mostra sul tavolo della cucina. Io quasi quasi ci mangio di sopra. Userò le sue fotocopie come tovaglietta ed i fogli del suo quaderno per pulirmi la bocca sporca di sugo!
Questa foto è stata scattata in un ospedale. Non posso rivelare la fonte dello scatto né il nome dell'ospedale in questione. Come potete leggere pure da voi in questo manifesto sono elencate tutte le cose che non possono accedere alle camere dei pazienti. Passi i primi quattro oggetti ma chi si porterebbe mai un FORNO A MICROONDE in ospedale? Mah!
Eravamo tornati da poco dal Mediaworld dove nello specifico andare al banco informazioni equivale a morire di vecchiaia nell'attesa che arrivi il tuo turno. Faccio per andare in camera sua e trovo i suoi vestiti sul letto.
- Dove devi andare? - Dove andiamo! - Ah, perché usciamo? - Sì. - E dove andiamo? Potevi dirmelo prima però così non mi cambiavo. - Al Kirin. Te lo sto dicendo adesso e poi mi sono cambiato anch'io. - Ah beh allora mi cambio visto che son già le 9 (pm). - Non iniziare con le tue solite fisime mentali legate all'orario. - Allora vado in camera e me lo dici tu quando mi devo cambiare. - ADESSO! - ...
C'incamminiamo piano piano e dopo circa 20 minuti giungiamo a destinazione. I tavoli no, non vanno bene. La bellezza sta nel sedersi al bancone proprio di fronte alla piastra del cuoco. Inizia lo spettacolo. Il cuoco prende un uovo, lo passa sulla piastra e piano piano ne fa un omelette che poi con le palette arrotola. Sempre con le palette inizia a tagliare l'omelette ed a far saltare i pezzi in un piatto poco più avanti alla sua postazione. Rimango estasiata! Manca il piatto solo tre volte e poi ributta l'uovo così fatto sulla piastra. Lui continua il suo lavoro, aveva anche una cintura porta coltelli! A mano a mano arrivano le portate che compongono il menù Osaka e le due barche. Sushi, sashimi, maki, zuppa di tofu, riso saltato con verdure ed io che ogni tanto perdo il controllo delle bacchette comunque a detta di Lui sto migliorando. Le bacchette erano talmente belle che volevo portarmele a casa ma la cameriera ha detto che quelle erano solo per la ristorazione e di chiedere alla cassa altre due. Quelle della cassa non erano così belle. Non hanno il nome del ristorante scritto sul bastoncino e poi sono azzurre mentre quelle con cui ho mangiato blu notte. Però hanno la punta rugosa per facilitare la presa del cibo anche se io sinceramente le voglio usare per trattenere i capelli. Qui potete vedere una barca. La foto poteva essere migliore ma non potevo aspettare, avevo fame!
*Nome di un ristorante Giapponese. In Giappone, il Kirin ha un carattere aggressivo e si ritiene che abbia il compito di punire chi si è macchiato di una grave colpa. L'apparizione del Kirin è comunque generalmente considerata di buon auspicio anche se, riuscendo a leggere nel cuore degli esseri umani e conoscendone quindi le intenzioni, la sua comparsa può portare fortune (gloria) che rovine. Come ogni creatura mitologica, può realizzare un tuo desiderio, purché la richiesta venga da un cuore puro. Il Kirin appare esteriormente come una chimera fra un dragone ed un cervo con la coda di un bue e gli zoccoli di un cavallo, il suo corpo generalmente appare avvolte dalle fiamme.
Sì, so che questo gioco era in giro per i blog tempo fa ma io le mode le anticipo oppure le posticipo indi per cui lo posto adesso. Ne dovrei fare pure un altro ma c'è tempo.
1) Imparare a suonare il pianoforte. Nel portone accanto al mio c'era un'insegnante di piano cinese (cinese l'insegnante e non il piano) che era anche disponibile ad insegnarmi. Figuratevi, sarebbe stato sufficiente uscire da un portone ed entrare in un altro. Peccato che la casa dove abitavo non era disposta a contenere un pianoforte.
2) Imparare a disegnare. C'era mia mamma che continuava a menarmela col fatto che i miei cugini leggevano i fumetti di Topolino e poi disegnavano questo e Paperino perfettamente. Mentre io all'epoca e pure ora sono completamente incapace di disegnare anche solo solo un paio di scarpe che assomigli vagamente ad un paio di scarpe. Non che sia completamente negata, forse dovevo essere educata di più in tal senso.
3) Avrei voluto giocare a pallacanestro. Per un certo periodo ci sono pure riuscita nel senso che giocavo a minibasket e me la cavavo bene. Cioè troppo bassa per fare canestro ma formidabile a scartare. Poi volevo iscrivermi ad una squadra che c'era nel mio quartiere. La suddetta squadra faceva gli allenamenti fuori città ed i miei genitori non mi avrebbero potuto accompagnare ogni volta.
4) Avrei voluto che fossero stati i miei genitori ad insegnarmi certe cose piuttosto che terzi. Ho imparato a nuotare in piscina perché, pur avendo entrambi i genitori nati a due passi dal mare, non sanno nuotare. Ho imparato ad andare in bicicletta grazie ad una mia amica perché mio papà si stancava fisicamente a stare tutto il tempo piegato per tenermi la bici mentre io cercavo di andare senza l'ausilio delle rotelle.
5) Avrei voluto avere più libertà mentale e perché no, pure fisica nel senso di libertà di movimento.
Ossia la formula della relatività perché in effetti tutto è relativo. Andate in un negozio e vedete una maglietta bianca. Bianca come? Ci sono tante tonalità di bianco: il bianco sporco, bianco latte, bianco panna. Che tanto uno potrebbe dire che è comunque bianco e sì ma provate voi ad abbinare una maglietta bianco sporco con un pantalone bianco latte, si noterà la differenza. No, non sono andata a fare shopping. Magari state parlando con un vostro amico convinti che vi stia ascoltando quando nel mentre sta pensando a cosa preparare per cena. So già cosa farò per cena. Vedete delle scarpe ma che dico belle di più poi ve le provate e vi accorgete che non vi stanno bene allora quello che prima vi pareva bello ora diventa brutto. Sì, in effetti vorrei comprarmi delle scarpe. Provate a chiamare al cellulare un vostro amico, suona suona e non risponde. Pensate che sia in giro e non lo senta quando invece ha proprio rifiutato la vostra chiamata. Io non chiamo mai nessuno o quasi e quando mi chiamano rispondo soprattutto quando è la matrona che poi si preoccupa anche se ormai fra la mia schiera di amici e familiari si è diffusa la notizia (falsa e tendenziosa) che quando non rispondo allora vuol dire che sono in bagno. Non è colpa mia se mi scappa sempre la pipì e dire che non bevo neanche tanto. Le teorie vengono confutate ogni giorno ed anche quando queste sono supportate da analisi statistiche queste sono sempre soggette ad errori e deviazioni standard che per chi s'intende un minimo di statistica sa a cosa mi riferisco. Non esiste una verità assoluta ma ogni persona ha la sua che si scontra ogni giorno contro quella degli altri. Io sono una relativista ed a volte questo atteggiamento può dare fastidio. Forse lo sono sempre stata e la psicologia non ha fatto altro che accentuare questo aspetto. In apparenza una certa cosa può sembrare in un modo quando invece è in un altro. Quando guardo la tv e mi addormento sul divano e mia mamma mi chiede se sto dormendo io rispondo di NO, anche se poi ho gli occhi chiusi e sono immobile, che se no poi mi spegne la tv e perdo la concentrazione. In certi casi bisogna assolutamente negare l'evidenza, soprattutto con certa gente.
Io pensavo che a chiudere temporaneamente il blog avrei allontanato degli indiscreti e morbosi curiosi (o meglio curiose) ma il mio piano è miseramente fallito. Sapete che vi dico? Consoliamoci con qualche foto.
Qualche altra foto la potete trovare sul mio account di Flickr. Buona visione!
Ho visto un pezzettino ino ino di Juno ed ad un certo punto la protagonista grida a suo padre: "O mi sono pisciata nei pantaloni oppure..." Ecco, questa frase mi ha fatto venire in mente la matrona. Una notte di quasi 28 anni fa si svegliò per andare in bagno e nel tornare in camera disse a mia zia: "Lina sono andata in bagno per far pipì e non smette più di scapparmi" Mia zia ormai esperta dopo due gravidanze aveva capito al volo la situazione. Via chiama subito un taxi, la borsa era già pronta da giorni. Corri in ospedale e... aspetti. Aspetti ed ancora aspetti. Insomma dopo 16 ore di travaglio e 12 giorni di ritardo sulla data prestabilita per il parto vidi la luce, accecante della sala parto. Me la prendevo con calma anche all'epoca. Non piansi. Signore e signori non un urlo, non una lacrima. Vedete? Già all'epoca non ero certo persona dalle lacrime facili.
Post scriptum che esula completamente dall'argomento del post: a te che passi anche due volte al giorno dal mio blog per favore smetti. Entri in casa mia senza bussare, non ti pulisci le scarpe nello zerbino. Se ti aspetti di trovare post che ti parlino di quella persona, beh qui non ce ne saranno. Non nel prossimo futuro comunque, poi un domani chissà. Nel caso ti avviso.
Il genere umano si divide in persone buone e persone cattive. Io son convinta che il genere umano sia cattivo ma che in esso ci siano delle eccezioni. Altri potrebbero pensare che il genere umano sia buono ma che in esso ci siano delle eccezioni. Questi Altri hanno avuto esperienze migliori delle mie. Continuo a sperare, a torto oppure a ragione, nel genere umano. Dò una possibilità, a volte anche due ma...
Ossia LOMO. Nel '92 a Praga due studenti trovano per terra in un mercato underground una piccola macchina fotografica nera. E' una LOMO prodotta a San Pietroburgo. Questi due studenti ne cercano altre, scattano foto a raffica e poi le portano a sviluppare nel formato più piccolo nonché economico ossia 7x10 che diventerà presto il formato standard per i lomografi. Le foto che ottengono sono ravvicinate e sfacciate. L'effetto è quello di un grandangolo dovuto all'obiettivo di 32 mm. A volte i contorni delle foto sono nitidi, altre volte indefiniti. LOMO è una filosofia, LOMO è arte, LOMO è provocazione. 'Sta pippa per dirvi che oggi ho comprato la mia prima LOMO e sono andata fino a Verona a prenderla, dopo che son rimasta affascinata a Madrid da un negozio interamente dedicato alle LOMO, ce n'erano di tutti i colori, di tutti i tipi, la Diana, la Holga, la Oktomat, la Fisheye e poi anche gli accessori, i flash colorati, le clip per i LOMO-wall. Qua sotto potete vedere il mio giocattolo e sottolineo giocattolo perché questo modello insieme ad altri vengono nominate Toy camera.
Trattasi del modello Fisheye, nello specifico questa è l'edizione limitata fatta per la FNAC. Fisheye perché ti permette di vedere il mondo proprio con gli occhi di un pesce. Ciò è dovuto al fatto che la lente dell'obiettivo ha una curvatura di 170 gradi che ai più ciò non dirà niente ma insomma lunedì porto a sviluppare il rullino (sì perché alla fine ho finito un rullino da 24 pose in mezza giornata, dovevo pur provare il funzionamento) e quando sarà pronto vi posterò i risultati. Se non volete attendere e siete curiosi vi mostro un'immagine per farvi capire che cosa si può ottenere da questa macchinetta.
Piccolo appunto: non è un post politico visto che la blogsfera ne è e ne sarà a breve piena.
12 aprile 20.30 appena ripresa dal pisolino. Ho in mano un biglietto e su questo c'è scritto MMM Milano (e mentre scrivevo sulla Moleskine il sogno mi son stupita di esser riuscita a leggere) ed in pratica prendo un trenino che pensavo andasse a Milano. Poi quando arrivo a destinazione in effetti penso che è impossibile che un treno cittadino faccia Barcellona - Milano in 5 minuti. Scendo in un quartiere malfamato pieno di neri e scippatori ed un nero lo stavano scippando mentre io passavo. Faccio per scendere di nuovo in Metro, devo prendere la linea 2 ma alle 18 la metro è chiusa. La ragazza delle pulizie mi indica dove devo andare. Su per le scale mobili che erano spente ed un'altra ragazza mi accompagna in una stanza dove le persone cercano un passaggio, scrivono l'ora ed il giorno in cui serve su un foglio di carta. Scrivo anch'io e lo dò ad una signora e dopo 5 minuti l'ho già trovato. Non sono la sola sul mezzo che più che una macchina sembra un autobus. Durante il tragitto vedo delle porte (non di legno come quelle delle case. Tipo porte architettoniche, i vecchi ingressi alle città per intenderci), dentro si vede il mare. In una c'è un carrarmato e nell'altra una nave tipo Amerigo Vespucci e mi dico "Peccato non avere con me la macchina fotografica"
E' da ieri sera che mi frulla per la testa questa canzoncina. Il video ha fatto la sua prima comparsa in Internet nel 1998 e rifà la parodia agli anni '50 negli USA.
Succede, che onde evitare di perderle, si tengano le cose importanti nei cassetti. Succede inoltre che la memoria vacilli e che ci si scordi di averle messe là dentro, ci si scordi addirittura della loro esistenza. Voi direte "Si vede che in verità non erano così importanti". Semplicemente a volte si conserva senza pensare. Non è sufficiente neanche un trasloco a far riaffiorare i ricordi e gli anni passano, quasi 22. Poi, cercando altro, ti accorgi che sul fondo del cassetto si trovano delle foto che tu personalmente non hai mai visto. Troppo piccola per poter ricordare ma neanche tua mamma si ricordava di averle prima ricevute e poi conservate. Ma insomma adesso ci sono ed io ve le faccio vedere.
16 agosto 1986 (perché mamma ha sempre avuto l'abitudine di apporre la data sul retro delle foto sfuse)
Hai 3 minuti per parlare di TE. E che cavoli, solo 3? Come faccio a dir tutto? Ma poi smetti di pensare ed incominci a parlare ma ti accorgi che dopo un minuto non hai più niente da dire. Oppure il tempo sfuma inesorabilmente e ti accorgi di aver detto solo delle banalità. Od anche non hai detto niente di veramente rappresentativo. O ancora hai parlato talmente a raffica che il tuo interlocutore ha capito ben poco per non dire niente. Hai elencato tutti i tuoi pregi oppure solo i difetti. Che fai? Gerry chiamo a casa. No, non è possibile. Aiutino del pubblico? Neanche. Allora chiedo il 50 e 50. No ne. A questo punto ti auguri solo che l'altra persona abbia abbastanza sensibilità e pazienza da cogliere ciò che non è così palese. Perché fondamentalmente sei un'ottimista e quindi ti fidi maggiormente di una brutta facciata che però ha un bell'appartamento che non di una bella casa che dentro è una vera ciofeca! Si sa l'apparenza inganna ma del resto ciò che vediamo a prima vista è anche quello su cui basiamo i nostri giudizi successivi.
In origine era un'email mandatami dal fido Newbie ma visto che le immagine contenute sono tantissime io qua riprendo quelle per me più importanti o che comunque non sono state già argomento dei miei post. Allego inoltre sotto ad ogni immagine un mio personalissimo commento.
Che cosa stai dicendo Willis?
Kit guida tu che io mi faccio un giretto fuori dall'auto.
Esilarante. Altro che il signor Fagiolo!
Bruno a mamma mangia qualcosa che stai sciupato. Oh, ma l'avete visto a Forum quanto è dimagrito?
Ne ho ancora tre attaccati allo zaino che fa avanti ed indietro da Brescia a Padova.
Il mio amico Denver. Cucciolone verde senza età. Non so a voi ma a me questo cartone animato faceva parecchio antipatia.
Dai dai. Mi manca solo il pollo ed ho finito il pranzo. Nooooooooooooooo. E' uscito DIETA
Porta gli occhiali? il cappello com'è? Ma è Jack. Ecco chi è, Indovina Chi Giochi MB. Non c'entra niente perché trattasi nello specifico di Sam ma secondo me era il personaggio più simpatico.
Il mio amico faceva gli scoobi-doo a base rotonda mentre io a base quadrata. Anche questi sono ancora appesi allo zaino.
Il mio scuba aveva il cinturino trasparente con i surfisti colorati. La ghiera gialla ed il quadrante mezzo a specchio grigio e mezzo a specchio azzurro.
Snorky Snorky. Siamo tutti amici e perciò felici. Il mio snorky preferito era quello verde con i capelli ricci, l'unico che non parlava.
Come ci rimasi male quando ad un Telegatto vidi che un uomo infilava le mani dentro Uan per farlo muovere. Un mito! Altro che suo cugino Four e Ragù.
Il primo che si vede nell'immagine io... CE L'AVEVO!
Madrid è una città veramente immensa e te ne accorgi già quando atterri, per tutta la strada che percorre l'aereo prima di fermarsi. A Madrid se volete vedere il cartone animato Titty e Silvestro in verità vedrete Sylvestre y Piolin e la serie tv LOST si chiama Los Perdidos. A Madrid la banana (il frutto) si chiama Platano ma allora come mi hanno fatto notare in twitter il platano a Madrid come si chiama? A Madrid quando tira aria sembra di essere nella galleria del vento e quando c'è caldo in questa stagione la temperatura si aggira sui 23 gradi. A Madrid i tre quarti della popolazione vanno in giro con le CONVERSE ed a proposito ho comprato una borsa della Converse a forma di scarpa, ha pure le stringhe. A Madrid se vi piace la carne dovete provare assolutamente il Rabo de Toro (ossobuco) ma evitate la paella, a Barcellona è di gran lunga migliore. Anche a Madrid c'è il mercoledì universitario ed il sabato si fa shopping, le vie del centro sono gremitissime di persone. Più lì che non al Bernabeu quando c'è il derby Real contro Atletico. A Madrid (come precedentemente avevo notato a Barcellona) la colazione tipica è Chocolate y churros. A Madrid si può ancora fumare nei locali. A Madrid i musei non mancano e sono giganteschi! 3 ore solo per vedere il Prado. A Madrid c'è il quadro Guernica di Picasso ed è enooooooorme, più o meno 6 metri per 3. Al museo del Prado c'è la Maya vestida e quella Desnuda ma vi dirò, pur essendo Goya un uomo, gli è uscita meglio la Maya Vestida. A Madrid un pacchetto di Marlboro costa 3 euro, è vietato fumare ai minori di 18 anni ed una stecca si dice cartone. A Madrid le linee della METRO sono 12 e c'è il biglietto più piccolo che io abbia mai visto. A Madrid c'è il quartiere gay per eccellenza, CHUECA ed appena sali dalla Metro ti accorgi subito dove ti trovi perché vedi un ragazzo in braccio ad un altro ragazzo seduto sugli scalini. Di giorno prettamente uomini e di sera sbucano fuori anche le donne. A Madrid c'è la statua di Garcia Lorca. Io ODIO Garcia Lorca. A Madrid la bibita Aquarius va via più dell'acqua naturale. A Madrid gli animalisti manifestano davanti a McDonald. Io ODIO McDonald però adoro alla follia la carne. A Madrid aggiungono le patate ad ogni secondo. A Madrid i negozi di scarpe si susseguono l'uno dopo l'altro, ne ho contati 4 di seguito.
A Madrid... beh, vi lascio con uno Slideshow delle mie foto di Madrid.